


Sabato 21 - Domenica 22 Maggio 2016 “Nove Colli Running: il sogno, 202,4 Km di sofferenza e soddisfazione”. Così titola il sito web e sempre con queste parole Mario Castagnoli, patron dell’ultramaratona italiana su strada tra le più dure d’Europa, da 18 anni accoglie a Cesenatico i partecipanti ed il loro seguito. Quando lo Chef mi annunciò di volersi iscrivere insieme a Ciano, veterano della corsa dopo averla portata a termine per ben sei volte, devo ammettere che la prima reazione fu quella di dire “tu sei matto”. Al primo incontro a tre Ciano descrisse la strategia da seguire in gara e capii che era quella giusta per portare l’asticella dello Chef dai suoi due record da 100Km a 200. Seguono lunghi mesi di allenamento, dove i divertenti “PAC” sul piacentino e le noiosissime “ripetute” su e giù da un cavalcavia in mezzo alla campagna cremonese si snocciolano gli uni dopo le altre come le corone del rosario. I giorni della gara arrivano in un batter d’occhio. Dico “i giorni ” perché alla Nove colli il tempo massimo per arrivare è di 30 ore e il piano del Ciano è quello di sfruttare bene il tempo a disposizione. La domanda che a chi vive al di fuori di questo ambiente viene spontanea è: “e dove dormite?”. Signori qui non si dorme, si corre e basta! Ed è così anche per chi come me e Luca starà al loro seguito in macchina sulla ”ammiraglia”, per essere sempre pronti a rifocillarli, dissetarli, incitarli e spronarli. Va detto che gli organizzatori di queste gare prevendono sempre dei ristori per gli atleti ogni 10/12 Km lungo il percorso e su questi tavoli che spuntano come oasi nel deserto gentilissimi volontari mettono a disposizione ogni genere di conforto, dagli integratori per gli sportivi più incalliti, alla piadina con la mortadella e San Giovese per chi preferisce reintegrare con prodotti più genuini e perfino al minestrone caldo nelle ore notturne. Nonostante ciò un supporto sempre pronto ad intervenire in ogni momento, un volto amico che ti stuzzica per vedere se sei ancora lucido nei momenti di crisi, che sicuramente arriveranno, è davvero necessario. Poi ci sono loro, radiografati e descritti in tutte le loro misure manco fossero bellissime fotomodelle, fanno bella mostra sui fogli appiccicati sul cruscotto dell’ammiraglia: i temuti nove colli da affrontare. Così il Polenta, Pieve di Rivoschio, il Ciola, il Barbotto, Monte Tiffi, il Perticara, il Pugliano, Passo delle Siepi e il Gorolo, che possono anche sembrare i soprannomi goliardici dei coscritti, si scoprono in tutto il loro splendore panoramico, ma scoprono anche la loro cattiveria in gradi di pendenza da affrontare, sia a salire che a scendere. Si perché avete mai provato una corsetta in discesa? Credetemi, non è così piacevole come in biciletta. Va bene, ma lo Chef e il Ciano? Questa è la domanda assillante di amici e parenti che telefonano o messaggiano di continuo. Ci sono, stanno bene, alternano salite con camminata veloce a discese “alla bersagliera”, soffrono il gran caldo che è arrivato proprio questo fine settimana e in ammiraglia l’idropulitrice nebulizzerà più di 30 litri d’acqua per far loro delle docce rinfrescanti. Si difendono in salita ed attaccano in discesa. Superano le loro crisi, e se da una parte il cartello che dice “100Km all’arrivo” ti smonta, quello che dice “20Km all’arrivo” ti fa riscoprire energie che non sapevi di avere, e finiti gli oltre 3.200mt di dislivello positivo, al bordo dell’interminabile provinciale che riporta a Cesenatico vai, incurante delle vesciche ai piedi, dei dolori ai muscoli, della bocca sempre asciutta, del sole che picchia in testa. Una svolta a sinistra, un chiassoso vialone lungomare, l’ombra delle piante, la folla che applaude e un rosso striscione in fondo con scritto a caratteri cubitali “ARRIVO”. Mancano 500mt e torna anche il sorriso perché dopo 29 ore e mezza Ciano può scrivere con orgoglio la settima data sulle spalle della sua maglietta da “finisher” e lo Chef può iniziare quello che certamente sarà il suo altrettanto lungo elenco di successi. | ||||
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